{"id":2937,"date":"2019-09-08T13:32:40","date_gmt":"2019-09-08T11:32:40","guid":{"rendered":"http:\/\/mipresento.net\/home\/?p=2937"},"modified":"2019-10-08T11:11:02","modified_gmt":"2019-10-08T09:11:02","slug":"tim-berners-lee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mipresento.net\/home\/tim-berners-lee\/","title":{"rendered":"Chi ha inventato il web? Tim Berners-Lee"},"content":{"rendered":"\n<p>Tutti noi sappiamo che l&#8217;inventore del&nbsp;<strong>World Wide Web<\/strong>&nbsp;\u00e8 Tim Berners-Lee. Al di l\u00e0 del suo nome, per\u00f2, siamo in pochi a conoscere la sua storia: ecco l&#8217;occasione per scoprirla.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le origini di Tim Berners-Lee<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il giovane Tim eredita la&nbsp;<strong>passione per la tecnologia<\/strong>&nbsp;e per l&#8217;informatica da mamma e pap\u00e0: entrambi i genitori sono matematici e lavorano con uno dei primi computer a uso commerciale della storia, il Ferranti Mark 1. Tim rimane decisamente suggestionato dal macchinario, e decide di seguire quella strada. Si laurea in fisica, quindi, per poi immergersi sempre di pi\u00f9 nel suo amore verso l&#8217;hitech. Trova lavora in un&#8217;<strong>azienda di telecomunicazioni<\/strong>&nbsp;nella zona sud-orientale della Gran Bretagna, e in qualit\u00e0 di ingegnere nel 1978 d\u00e0 alla luce la sua prima invenzione, un programma per stampanti. Pochi anni pi\u00f9 tardi viene scelto per lavorare al Cern di Ginevra come consulente esterno: \u00e8 questo il contesto in cui sviluppa il<strong>&nbsp;progetto Enquire<\/strong>, concepito per rendere pi\u00f9 semplice la condivisione delle informazioni tra i diversi ricercatori che lavorano nell&#8217;istituto. Enquire viene considerato il primo client di ipertesti di sempre, vale a dire il precursore del World Wide Web.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come \u00e8 nato Internet<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ma&nbsp;<strong>come \u00e8 nato ufficialmente Internet<\/strong>? Tutto avviene alla fine degli anni &#8217;80, quando Berners-Lee \u00e8 concentrato su un ulteriore sviluppo di Enquire: in particolare, \u00e8 intenzionato ad avviare un progetto in grado di realizzare una rete informatica interconnessa che consenta l&#8217;inserimento di pagine ipertestuali. L&#8217;idea di realizzare una creatura simile \u00e8 il frutto della frustrazione che Tim sperimenta in occasione di ogni riunione e incontro di lavoro a cui prende parte. Oggi non siamo abituati a pensare con la mentalit\u00e0 di oltre 30 anni fa, ma a quei tempi ogni documento doveva essere stampato in pi\u00f9 copie per essere messo a disposizione di tutti, o comunque copiato su un floppy disk e poi passato da un computer all&#8217;altro. Il grande problema, per\u00f2, era l&#8217;assenza di&nbsp;<strong>interoperabilit\u00e0 fra i diversi sistemi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A che cosa serve l&#8217;interoperabilit\u00e0 tra i sistemi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In effetti ancora oggi l&#8217;interoperabilit\u00e0 tra i sistemi rappresenta un aspetto decisivo e al tempo stesso costituisce un principio da cui non si pu\u00f2 prescindere: nel momento in cui viene a mancare, non c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di innovare, anche perch\u00e9 lo&nbsp;<strong>sviluppo della concorrenza<\/strong>&nbsp;viene ostacolato. Insomma, proprio per ricercare e favorire tale interoperabilit\u00e0 Berners-Lee si mette al lavoro per individuare un sistema che consenta di collegare tra di loro i computer di tutti i centri di ricerca, al fine di favorire la&nbsp;<strong>condivisione delle informazioni<\/strong>: in pratica, una banca dati in rete che consenta l&#8217;accesso da qualsiasi computer.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 Berners-Lee ha avuto successo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In un certo senso, Internet e gli ipertesti gi\u00e0 esistevano, e quello che ha fatto Berners-Lee \u00e8 stato solo associare tali elementi in modo che potessero funzionare insieme. Gi\u00e0 altri ricercatori avevano notato e ravvisato la necessit\u00e0 di uno spazio comune che servisse per la&nbsp;<strong>condivisione di documenti<\/strong>&nbsp;tra i ricercatori, ma i predecessori di Tim avevano tutti fallito. Un errore diffuso, tra l&#8217;altro, era quello di aver pensato di chiedere agli utenti una royalty, mentre Berners-Lee fin dal primo momento aveva capito che il suo sistema avrebbe dovuto essere aperto a tutti. Il segreto del suo successo, per\u00f2, \u00e8 stato l&#8217;<strong>approccio decentralizzato<\/strong>: i suoi concorrenti mettevano a punto sistemi in grado di funzionare unicamente su sistemi operativi specifici, mentre per Tim la<strong>&nbsp;rete di condivisione<\/strong>&nbsp;avrebbe potuto ottenere risultati solo nel caso in cui gli utenti non fossero stati obbligati a passare a sistemi operativi diversi rispetto a quelli a cui avevano fatto l&#8217;abitudine.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le invenzioni successive<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo la presentazione del World Wide Web, altre tre invenzioni si sono susseguite migliorando la sua funzionalit\u00e0 e incrementando la sua utilit\u00e0:&nbsp;<strong>gli URL, il protocollo http e il linguaggio HTML<\/strong>. Successivamente Berners-Lee si \u00e8 visto assegnare il&nbsp;<strong>Turing Prize<\/strong>, il riconoscimento intitolato ad Alan Turing che viene considerato il Premio Nobel per l&#8217;informatica: il suo merito \u00e8 stato quello di aver favorito l&#8217;espansione della Rete avendo inventato non solo il WWW, ma anche algoritmi e protocolli correlati. Ancora oggi \u00e8 disponibile online il primo sito web di sempre, nato nel 1991: digitando&nbsp;<strong>info.cern.ch<\/strong>&nbsp;si scopre una pagina che contiene informazioni relative al progetto originario di Berners-Lee, ma anche le informazioni e le spiegazioni tecniche utili per la realizzazione di una pagina web.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti noi sappiamo che l&#8217;inventore del&nbsp;World Wide Web&nbsp;\u00e8 Tim Berners-Lee. Al di l\u00e0 del suo nome, per\u00f2, siamo in pochi a conoscere la sua storia: ecco l&#8217;occasione per scoprirla. 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