{"id":2975,"date":"2019-10-05T16:39:12","date_gmt":"2019-10-05T14:39:12","guid":{"rendered":"http:\/\/mipresento.net\/home\/?p=2975"},"modified":"2019-10-08T11:13:20","modified_gmt":"2019-10-08T09:13:20","slug":"chi-e-banksy-lartista-sconosciuto-piu-conosciuto-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mipresento.net\/home\/chi-e-banksy-lartista-sconosciuto-piu-conosciuto-del-mondo\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 Banksy? L&#8217;artista sconosciuto pi\u00f9 conosciuto al mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;artista sconosciuto pi\u00f9 conosciuto del mondo \u00e8&nbsp;<strong>Banksy<\/strong>: per riuscire a identificarlo si sono scomodati addirittura i criminologi della Queen Mary University di Londra, che si sono serviti a questo scopo di una tecnica particolare denominata profilazione geografica. Il risultato emerso dalla loro ricerca \u00e8 che dietro Banksy si nasconde il volto di&nbsp;<strong>Robin Gunningham<\/strong>, un artista di strada che risiede a Bristol. Ma in che cosa consiste di preciso la profilazione geografica? Si tratta, in pratica, di una tecnica di analisi statistica che viene ritenuta molto affidabile e che in criminologia viene sfruttata allo scopo di identificare i recidivi. Diversi critici hanno accettato la teoria che riconduce Banksy a Gunningham, e in pi\u00f9 sembra che all&#8217;inizio della carriera Banksy fosse solito firmare le proprie opere come&nbsp;<strong>Robin Banx<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E se non fosse Robin?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra teoria piuttosto accreditata, invece, \u00e8 quella che porta a Robert Del Naja, vale a dire il frontman dei<strong>&nbsp;Massive Attack<\/strong>, una band che propone soprattutto musica elettronica. Ad avanzare per primo questa tesi \u00e8 stato il giornalista Craig Williams, che sostiene di aver trovato una correlazione tra i luoghi in cui apparivano i&nbsp;<strong>murales<\/strong>&nbsp;di Banksy e le citt\u00e0 in cui i Massive Attack tenevano i propri concerti. Quello che \u00e8 certo, e che non pu\u00f2 essere oggetto di supposizioni o smentite, \u00e8 che Banksy ha sempre fatto sapere di ispirarsi al<strong>&nbsp;graffitaro 3D<\/strong>, che ha avuto un ruolo di primo piano nella nascita dei Massive Attack. Ma un dettaglio di questo tipo pu\u00f2 essere sufficiente per giungere all&#8217;identificazione con Del Naja?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tecnica di Banksy<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 delle discussioni e dei dibattiti sull&#8217;identit\u00e0 di Banksy, \u00e8 interessante scoprire qualcosa di pi\u00f9 a proposito delle tecniche che lo street artist adotta per portare a termine le proprie opere. Non tutti sanno che egli non dipinge sui muri direttamente, ma esegue i propri lavori in studio basandosi su stencil stampati o disegnati a mano su cartoncini o&nbsp;<strong>fogli di acetato<\/strong>, che poi vengono ritagliati e assemblati. Tale strategia garantisce, come prevedibile, una maggiore rapidit\u00e0 di azione, e in sostanza permette a Banksy di risultare inafferrabile e di non poter essere scoperto. In passato, quando ancora non aveva messo a punto questa tecnica, i tempi dilatati necessari per i suoi lavori avevano fatto s\u00ec che spesso venisse&nbsp;<strong>sorpreso dalle forze dell&#8217;ordine<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non solo pittore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche la scultura rientra tra le arti in cui Banksy si cimenta.&nbsp;<strong>The Drinker<\/strong>&nbsp;\u00e8 una delle sue sculture pi\u00f9 celebri, e presenta molte analogie con il&nbsp;<strong>Pensatore<\/strong>&nbsp;di Rodin, rispetto al quale si differenzia per la presenza di un segnale stradale in testa. La scultura \u00e8 stata rubata nel 2004 con una gru mobile, che l&#8217;ha prelevata da una piazza di Londra senza che qualcuno se ne accorgesse. Questo \u00e8 uno dei tanti paradossi dell&#8217;arte di Banksy, cos\u00ec come quello relativo al valore delle sue opere. Nel 2013, \u00e8 stato lui stesso a mettere in vendita al prezzo di 60 euro alcune sue opere stampate, con l&#8217;intento di mettere alla berlina le bizzarre&nbsp;<strong>valutazioni imposte dal mercato dell&#8217;arte<\/strong>. Gli acquirenti ovviamente non erano ben consapevoli di cosa stessero davvero comprando, e si sono ritrovati in casa pezzi da almeno 20mila dollari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi \u00e8 davvero Banksy?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Writer e artista di&nbsp;<strong>origini britanniche<\/strong>, Banksy si \u00e8 fatto conoscere e apprezzare per i suoi graffiti, che oggi hanno raggiunto un valore commerciale decisamente elevato. Esponente di quella che \u00e8 stata definita arte pop, Banksy viene considerato da molti&nbsp;<strong>l&#8217;erede di Jean Michel Basquiat e Keith Haring<\/strong>; \u00e8 opinione comune che per apprezzare fino in fondo la sua essenza sia indispensabile conoscere la sua storia. Una storia che affonda le radici a Bristol, citt\u00e0 della Gran Bretagna in cui \u00e8 nato. Qui, da giovane faceva parte della&nbsp;<strong>DryBreadZ Crew<\/strong>, una gang che gli \u00e8 rimasta nel cuore. A Bristol, per altro, la street art non \u00e8 un fenomeno sporadico, anzi: ci sono decine e decine di artisti di strada che lasciano la propria testimonianza sui muri della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una storia che dura da pi\u00f9 di 20 anni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Banksy dura ormai da oltre due decenni, visto che il suo primo grande murale \u00e8 stato dipinto nel 1997: si chiamava<strong>&nbsp;The Mild Mild West<\/strong>&nbsp;e serviva a coprire una pubblicit\u00e0. L&#8217;opera, situata nel quartiere di Stokes Croft, riproduce un orsacchiotto che getta contro tre agenti in tenuta anti-sommossa un cocktail molotov, a simboleggiare e raccontare le numerose rivolte che si sono succedute a Bristol nel Novecento. Ma in realt\u00e0 tali rivolte sono proseguite anche dopo: nel 2011, per esempio, se ne \u00e8 verificata una in segno di protesta contro l&#8217;apertura di un supermercato esattamente a&nbsp;<strong>Stokes Croft<\/strong>, e anche in quel caso Banksy si \u00e8 esposto fornendo il poster della manifestazione.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;artista sconosciuto pi\u00f9 conosciuto del mondo \u00e8&nbsp;Banksy: per riuscire a identificarlo si sono scomodati addirittura i criminologi della Queen Mary University di Londra, che si sono serviti a questo scopo di una tecnica particolare denominata profilazione geografica. 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