{"id":3491,"date":"2022-05-13T14:36:57","date_gmt":"2022-05-13T12:36:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mipresento.net\/home\/?p=3491"},"modified":"2022-05-13T14:36:59","modified_gmt":"2022-05-13T12:36:59","slug":"edith-bruck","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mipresento.net\/home\/edith-bruck\/","title":{"rendered":"Edith Bruck, scrittrice e poetessa testimone dalla Shoah"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi \u00e8 <strong>Edith Bruck<\/strong>, scrittrice, sceneggiatrice e regista,<strong> testimone della Shoah.<\/strong> Sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, ancora oggi racconta alla societ\u00e0 il suo passato tanto doloroso quanto complicato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittrice possiede un <strong>patrimonio culturale <\/strong>enorme, che permette alla societ\u00e0 odierna di non dimenticare quello che \u00e8 successo nel passato e quali sono gli errori da non commettere nuovamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Edith Bruck ha ricevuto notevoli premi e inviti presso prestigiosi eventi italiani e internazionali, tutti dedicati al suo lavoro e al ricordo degli anni bui e tristi della guerra. In questo articolo vedremo nel dettaglio qual \u00e8 la storia della <strong>scrittrice Bruck <\/strong>e quali sono gli eventi che pi\u00f9 hanno segnato il suo percorso professionale e di vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi \u00e8 Edith Bruck, grande scrittrice che \u00e8 sopravvissuta alla Shoah<\/h2>\n\n\n\n<p>E<strong>dith Steinschreiber<\/strong>, in arte Edith Bruck, \u00e8 nata nel 1932 a Tiszabercel, un piccolo villaggio ungherese da una famiglia ebraica composta da altri 5 fratelli e i genitori. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944 viene prelevata dai militari del Regno d\u2019Ungheria, allora alleato con la Germania Nazista e deportata ad <strong>Auschwitz <\/strong>e nel corso dei mesi viene trasferita in diversi campi di concentramento tedeschi. La madre e uno dei suoi fratelli persero la vita appena trasferiti al campo, mentre Edith e la sorella Adele sono state trasferite nei lager in Baviera e successivamente a Christianstadt, in Polonia. Solo nell\u2019aprile del 1945 vennero liberate dalle truppe anglo-canadesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo la loro liberazione, le sorelle Steinschreiber cercarono di raggiungere in fretta l\u2019Ungheria e nel dicembre del \u201845 riuscirono ad arrivare a Budapest, allora occupata dai sovietici. Edith riusc\u00ec a ricongiunsi nuovamente con la sorella Margo e i suoi fratelli, pronti a dare la brutta notizia riguardo la morte del padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante gli anni successivi la guerra, Edith si trasferisce in Cecoslovacchia e sposa un giovane ungherese. Nel \u201848 divorzia e qualche anno dopo si sposa altre due volte prima di tornare in Europa nel \u201852, con l\u2019intenzione di raggiungere la sorella in Argentina.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti questi anni, Edith Bruck svolge numerosi lavori come la sarta, la modella, la ballerina, la cuoca e dipendente in un salone di bellezza a Roma. Proprio durante il suo periodo romano, entra nell\u2019ambiente culturale che stravolge totalmente la sua vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Edith Bruck e la sua notevole carriera<\/h2>\n\n\n\n<p>Subito dopo essere entrata in contatto con il confusionario, vivace e ampio ambiente culturale romano, Edith Bruck conosce il poeta e regista <strong>Nelo Risi<\/strong>, un professionista milanese con alle spalle un grande impegno letterario e civile. Questo nuovo duo formatosi tra i locali intellettuali di Roma, iniziarono a frequentare grandi scrittori del tempo, come <strong>Montale<\/strong>, <strong>Primo Levi<\/strong>, <strong>Ungaretti<\/strong>, <strong>Vittorini <\/strong>e cos\u00ec via. Ma non solo, tra i notevoli professionisti che hanno conosciuto la futura scrittrice, ci sono stati anche due grandi registi: <strong>Pontecorvo <\/strong>e <strong>Monicelli<\/strong>, che hanno permesso a Edith Bruck di svolgere la sua prima esperienza come consulente sul set di Kap\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni, la Bruck decise di riprendere in mano il suo racconto sull\u2019esperienza nei lager, in lingua italiana. Pubblica il suo primo libro \u201c<strong>Chi ti ama cos\u00ec<\/strong>\u201d nel 1959, in cui \u00e8 presente tutta la sua storia fino alla partenza da Israele. Una trama forte, che da voce per la prima volta a tutti i suoi pensieri e i suoi dolori raccontati in una lingua nuova e fino a pochi anni prima sconosciuta. Seguono, negli anni successivi, altri importanti racconti come \u201c<strong>Andremo in Citt\u00e0<\/strong>\u201d, una trama ripresa nell\u2019omonimo film uscito nel 1966.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pur continuando a scrivere racconti, Bruck inizi\u00f2 a collaborare con grandi testate giornalistiche come il <strong>Messaggero<\/strong>, il <strong>Corriere della Sera<\/strong>, il <strong>Tempo<\/strong> e cos\u00ec via. Alla scrittura narrativa inizia ad affiancare anche la scrittura teatrale con sceneggiature pubblicate dal 1970 in poi, come \u201c<strong>Mara,Maria,Marianna<\/strong>\u201d (1974) e &#8220;<strong>Per il tuo bene<\/strong>&#8221; (1975).<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dagli anni \u201870, la carriera della Bruck subisce una notevole svolta con l\u2019inizio della trentennale collaborazione assieme alla RAI e con il suo primo esordio in regia cinematografica con il film \u201c<strong>Improvviso<\/strong>\u201d (1979), \u201c<em>Un altare per la madre<\/em>\u201d (1986) e \u201c<em>Lettera alla madre<\/em>\u201d (1988).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti questi anni di crescita professionale e di vita, Edith Bruck non dimentica mai le sue origini e la sua storia, si fa testimone della Shoah e attraverso la sua produzione letteraria racconta con le sue parole, ancora oggi, tutte le esperienze negative passate nei campi di concentramento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il dovere di raccontare il passato e i premi ottenuti negli anni<\/h3>\n\n\n\n<p>Tutta la societ\u00e0 odierna conosce l\u2019importanza di saper ricordare un momento storico globale cos\u00ec buio quanto doloroso, per questo motivo il ruolo di testimone pesa fortemente sulle spalle di Edith Bruck. La sua figura riesce a far rivivere, anche a chi non ha mai vissuto in un contesto cos\u00ec orribile, tutti gli eventi disastrosi che milioni di persone hanno dovuto subire a causa della Seconda Guerra Mondiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La<strong> testimonianza della Bruck <\/strong>\u00e8 stata diffusa negli anni all\u2019interno delle scuole, durante gli eventi, nei libri e attraverso grandi premi, come il Premio di Viareggio, ottenuto per il romanzo \u201c<strong>Quanta stella c\u2019\u00e8 nel cielo<\/strong>\u201d, che descrive attraverso le parole i difficili anni post-guerra dell\u2019Europa e la ferita ancora aperta che il nazismo ha provocato a tante popolazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, Edith Bruck ha vissuto un altro grande dolore, la morte del suo compagno di vita Nelo Risi, che nel 2015 si \u00e8 lasciato vincere da una lunga malattia che la scrittrice racconta nel suo libro \u201cLa rondine sul termosifone\u201d, pubblicato due anni dopo la morte del suo grande amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco prima della pandemia, nel 2018 e 2019, Edith Bruck riceve la <strong>laurea honoris causa in Informazione<\/strong>, dall\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre e partecipa alla celebrazione per la Giornata della Memoria assieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, celebrata da tutto il Quirinale per il grande patrimonio storico che negli anni ha trasmesso alla popolazione italiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, nel maggio del 2021, Edith Bruck vince il premio letterario pi\u00f9 prestigioso, il <strong>Premio Acqui Storia<\/strong>, consegnato dal sindaco del Comune di Acqui Terme e dall\u2019assessora alla Cultura Cinzia Montelli. Il premio \u00e8 destinato alle personalit\u00e0 che nel corso della loro vita sono state testimoni diretti di eventi storici e vicende di grande portata storica e culturale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 Edith Bruck, scrittrice, sceneggiatrice e regista, testimone della Shoah. 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