Tsai Ing-wen: la prima donna alla presidenza di Taiwan

 Tsai Ing-wen: la prima donna alla presidenza di Taiwan

Tsai Ing-wen

In Cina si parla molto di Taiwan e della sua preside Tsai Ing-wen, in merito ad argomenti lasciati in sospeso e correlati al Covid-19. Durante l’apertura dell’Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è parlato dell’assenza di Taiwan e delle pressioni subite dalla Cina che non gradisce la legittimazione dell’esistenza di questo Stato, chiamandolo “la provincia separatista di Taiwan”. 

La Cina è uno dei cinque membri permanenti dell’Onu ed ha sempre esercitato il suo forte veto contro gli altri per impedire il riconoscimento internazionale di Taiwan come Stato. Durante questa prima assemblea Onu post pandemia, gli USA e gli altri stati hanno chiesto alla presidente del Taiwan, Tsai Ing-wen, per portare il suo resoconto su come sia riuscita ad arginare il contagio nel suo territorio, riducendolo a pochi centinaia di casi. 

Gli Stati Uniti, durante la presidenza di Trump, stavano stringendo importanti accordi commerciali con Taiwan e quest’ultimo ha regalato molte mascherine agli USA per solidificare il loro patto commerciale. La Taiwan Semiconductor Manufacturing, leader nel campo della produzione di chip, aprirà una delle sue fabbriche anche in Arizona ed offrirà posti di lavoro a molti americani. Al tempo stesso, la Cina sta ampliando i suoi contatti diplomatici offrendo assistenza sanitaria ai paesi colpiti duramente dal Covid-19, ma la presidente Tsai Ing-wen continua a proporre Taiwan come Stato che ha tenuto sotto controllo il virus e cerca un riconoscimento della sua esistenza come Stato democratico ed affidabile. 

Le origini di Tsai Ing-wen

Tsai Ing-wen è nata il 31 agosto del 1953 e nel 2016, dopo la sua prima elezione, è entrata subito nella classifica del Time delle 100 persone più influenti del mondo. Tsai nasce in provincia, da una famiglia umile e appartenente all’etnia Hakka, che oggi conta una popolazione di 100 milioni di persone sparsi tra Taiwan e il Sud della Cina.

A soli 10 anni, Tsai Ing-wen si trasferì a Taipei e si laureò in legge nel 1978, per poi conseguire la magistrale negli Stati Uniti, alla Cornell University. Tsai iniziò la sua carriera da avvocato e nel 1994 è stata scelta come la negoziatrice commerciale di Taiwan e responsabile per le relazioni con la Cina. Il suo obiettivo era quello di seguire l’adesione di Taiwan all’Organizzazione mondiale del commercio e successivamente ha prestato servizio nel Consiglio di sicurezza nazionale come consigliere dell’ex presidente Lee Teng-hui.

La scelta di Tsai Ing-wen, di perseguire la sua carriera dapprima come avvocato e successivamente nel mondo della politica, è stata una scelta molto coraggiosa e ampiamente criticata dalle famiglie del luogo in cui è nata, perché Tsai rifiutò di avere una famiglia e di diventare madre per poter concentrarsi sul suo lavoro e sulla sua carriera. 

La sua determinazione nel diventare una donna di politica a tutti gli effetti, è riuscita a farla diventare la prima donna alla presidenza di Taiwan ed ha raggiungere obiettivi strabilianti, compreso il suo lavoro durante la pandemia globale.

La carriera di Tsai Ing-wen

Nel 2004, Tsai Ing-wen è entrata a far parte del Democratic Progressive Party e in quel momento è iniziata la sua escalation verso una carriera politica non indifferente. La sua etnia mista l’ha aiutata molto a farsi amare dall’elettorato, insieme al suo stile e al suo portamento. In un paese dove i politici erano molto aggressivi, Tsai si presentò timida e pacata, sincera e con capacità oratorie è riuscita ad entrare nel cuore di tutti. 

In quegli anni, il programma elettorale di Tsai Ing-wen era ricco di proposte basate su diritti civili e ambiente, delle proposte coraggiose che incuriosivano e conquistarono gran parte degli elettori. Tsai è riuscita ad entrare anche nel cuore dei giovani elettori, attraverso la diffusione del legame con i suoi due amabili gatti.

Nel 2012, il partito decise di proporre il suo nome come candidata per la presidenza, ma non riuscì a vincere le elezioni. Ci riprovarono alle elezioni successive e divenne la prima donna eletta alla presidenza di Taiwan. 

In realtà, Tsai riuscì a conquistare una serie di record con quelle elezioni:

  • Prima donna eletta alla presidenza di Taiwan;
  • Primo presidente non sposato;
  • Primo presidente a non aver mai ricoperto un posto esecutivo eletto prima della presidenza:
  • Primo presidente a non aver precedentemente ricoperto il ruolo di Sindaco di Taipei. 

Durante i suoi primi anni di presidenza, Tsai ha emesso gran parte delle riforme che aveva promesso in campagna elettorale, come le riforme per far diventare Taiwan la prima società asiatica in cui il matrimonio gay è legale. Una riforma che in tutto il mondo è stata apprezzata dalla comunità LGBT, dai diplomatici e diffusa tra le diverse popolazioni.

Le forte tensioni con la Cina: tutto quello che c’è da sapere

A fronte dei risultati positivi ottenuti nella gestione della pandemia Covis-19, il 10 agosto, Tsai ha ricevuto il segretario statunitense per la salute e i diritti umani Alex Azar. Entrambi, durante la cordiale visita, hanno promosso la prospettiva di una maggiore collaborazione attraverso un memorandum per la cooperazione sanitaria tra Taiwan e Stati Uniti. 

Questa visita ha fatto infuriare Pechino che, attraverso il proprio ministro degli Affari Esteri, ha invitato Trump a non lanciare ulteriori segnali di ambigui e “minacciosi” verso la Cina. 

Basti pensare come, negli ultimi anni, le forze armate cinesi hanno incrementato le loro forze e condotto esercitazioni periodiche per intimidire Taiwan. Tsai, ha aumentato la spesa militare prevedendo di raggiungere 15,4 miliardi di dollari ed ha confermato una fornitura di armamenti per circa 1,8 miliardi di dollari dagli Stati Uniti. Una mossa che scoraggia la Cina e la rende ancora più infuriata.

Tsai Ing-wen è fedele alle idee fondanti del PPD e continua a mantenere la sua posizione in difesa dei valori democratici e progressisti. Una difesa che è apprezzata da molti Stati internazionali, tuttavia, tutti i suoi sforzi per far riconoscere ufficialmente la Repubblica di Cina, non sono serviti a molto. Solo 14 Stati su 193 membri delle Nazioni Unite offrono il loro appoggio.

Il legame con gli Stati Uniti rappresenta l’unico segnale positivo ed incoraggiante. Non resta che sostenere la presidente Tsai e il suo dialogo con il nuovo presidente degli Stati Uniti Biden, appena insediato alla Casa Bianca. Il futuro dei rapporti tra Taiwan e USA dipenderà esclusivamente da Biden che, da un lato continua a ricevere le minacce della Cina e dall’altro continua ad avere una strada aperta offerta da Taiwan.

Stefania Spoltore